venerdì 13 aprile 2018

|Report| Weekend Of Hell (7-8 Aprile 2018)


La scorsa settimana ho avuto la possibilità di partecipare ad una convention - la prima di quest'anno: il Weekend of Hell, ovvero il figlio deforme dalla fusione / separazione del vecchio Weekend of Horrors e dell'House of Horrors. Il problema che saltava subito all'occhio era la locazione: il Westfanhallen a Dortmund, che in teoria sarebbe uno stadio, e ricordo di aver rinunciato l'ultima volta nello scorso novembre, poichè all'ultimo momento era impossibile organizzarsi con treni e aerei. Questa volta sarebbe stato un viaggio più o meno calcolato, anche se hanno creato l'evento quasi a fine dicembre 2017, e pertanto con solo 4 mesi di preparazione. Da sottolineare però che era impossibile non farci un pensierino: l'ospite principale era di un importanza tale da non poter passare inosservata. Si parlava di Bruce Campbell.


Ma non solo, anche Danielle Harris sarebbe stata della partita (invitata almeno 3 volte da quelle parti, con conseguente annullamento all'ultima settimana), e persino Neve Campbell, la star di Scream di Wes Craven. Come dico sempre, "mai andare in una convention all'estero solo per una persona" e di seguito: "In caso dovesse dare buca, ne usciresti parecchio incazzato." Ma non è stato questo il caso, fortunatamente. Infatti tutto si può dire degli organizzatori (che sono gli stessi dei vari German ComicCon), ma non che gettino fumo negli occhi solo per attirare l'attenzione (come qualche altro evento). Quasi nessuna cancellazione, serietà ai massimi livelli, e in ogni caso per un nome grosso come Bruce Campbell, valeva la pena di fare un tentativo. Poi chi se ne frega se Tom Sizemore si è perso per strada.
Ma parlando di serietà, c'è da dire che nessuno l'ha presa come Pamela. Il giorno stesso dell'annuncio del mascellone, ha acquistato via internet subito 2 Vip Ticket per l'entrata anticipata in entrambi i giorni della convention, e 2 Platinum Diamond pass per Campbell sia per sabato che per domenica. Un parolone che in poche parole significa: saltare le code, 2 foto e 2 autografi a testa solo per Bruce Campbell e una marea di soldi che corrispondono quasi alla metà di uno stipendio. Stessa cosa per il viaggio, prenotazione via Booking dell'albergo più vicino all'evento e l'acquisto veloce del volo più economico. A grandi linee non sarebbe stato un viaggio diverso dai precedenti, si trattava sempre di una corsa in treno fino a Bologna, seguita dal bus navetta, diretta all'aeroporto Marconi, aereo, treno...ti piacerebbe...

IL VIAGGIO 
Ormai posso dire di essere abituato alle convention. Voglio dire ne ho fatte diverse nell'arco di 8 anni, e non penso di soffrire della paranoia di un viaggio, o della paura di rimanere bloccato davanti all'attore, o cose simili. Eppure. Puntualmente. Ogni cazzo di volta. Qualcosa va a puttane. Questo viaggio era tutto sbagliato. E' cominciato malissimo ed è proseguito sempre peggio. Sempre peggio. Mi vado a spiegare: Il check-in per il volo da Bologna con la compagnia Eurowings non era possibile eseguirlo da computer. Mi permetteva di selezionare il posto che volevo, ma con l'aggiunta di 20€ a testa. Non ci stava bene, così abbiamo deciso di farlo sul posto il giorno stesso. E ovviamente come conseguenza non abbiamo pagato nulla, ma in compenso ci hanno messo la valigia nella stiva. Da questo piccolo particolare è iniziato tutto.



Un viaggio veramente di merda. Dopo aver tirato fuori dalla valigia per pura scaramanzia, tutti i vari biglietti dell'evento (che in due erano veramente mezzo stipendio), siamo saliti sull'aereo. Ultimi posti in fondo, sulla coda, senza finestrino. Il volo procede anche bene, seppur in ritardo di mezz'ora, ma arrivati a Colonia c'è una novità: il nastro trasportatore dei bagagli non cammina. Passano tra i 30 e i 40 minuti prima di rivederlo finalmente in funzione e avvistare i nostri bagagli, ma intanto tutti i vari treni con e senza cambio che ci eravamo annotati erano persi. Ci dirigiamo alla stazione treni collocata sotto l'aeroporto, anche grazie ai consigli di una ragazza italiana che viaggiava spesso da quelle parti, e facciamo il biglietto per il primo treno per Dortmund. C'era da fare un cambio nella stazione di Colonia centrale però. Quanto sarà difficile? Scendiamo e prendiamo il binario giusto. Sorridiamo e crediamo che finalmente vada tutto bene, anzi Pamela controlla facebook e vede che intanto qualche nostro amico è già arrivato nel primo pomeriggio, e sta già condividendo foto su foto. Ed è allora che dopo un annuncio in tedesco ne segue uno in inglese che mi echeggia nelle orecchie. Le parole fondamentali erano "Delayed-Dortmund- twentyfive minutes". E comincio a bestemmiare per tutto il binario. 



Quando finalmente arriva il treno (ammettiamolo, super-lussuoso), bisognava cercare il posto, ma il controllore (ammettiamo anche questo, educatissimo e gentilissimo) dice di non preoccuparsi e sederci dove ci pare. Più di un ora di treno e intanto sono le 22 e passa. Era necessario arrivare in albergo entro la mezzanotte o la prenotazione andava al diavolo, pertanto una volta giunti (era anche ora) alla stazione principale di Dortmund, invece che cercare la metro / cercare gli orari / aspettare un altro treno, optiamo per farci 2 chilometri a piedi, facilitandoci il percorso con il gps nei cellullari. 


Ovviamente combattendo contro il tempo, visto che anche i telefonini erano quasi scarichi. Ma nel giro di 20 minuti la missione arriva al compimento, quando mettiamo piede nel Dorint Hotel a 4 stelle alle 22:40.



Ma non era finita. Una giornata che inizia di merda può sempre sorprenderti, anche quando pensi che peggio di così non può andare. E infatti quando diamo il nome della prenotazione ci spara una cifra completamente diversa. Ci aggiungono infatti una caparra di 60€ a testa, che sarebbe la normalità, ma il fatto è che il bancomat viene rifiutato. E allora, visto che il tizio con la faccia da ebete alla reception non se la cavava un granchè con l'inglese, arriva la collega e riusciamo a pagare in cash. Emanuele Crivello di Evil Dead Italia, con il quale abbiamo condiviso altre avventure, era partito molto dopo di noi, ed era riuscito ad arrivare 10 minuti prima (con il taxi però).Alloggiava nel nostro stesso albergo, mentre alcuni nostri amici avevano optato per altri hotel più vicini alla stazione, invece che al luogo della convention. Mandiamo un messaggio ad Emanuele e arriva subito nella hall principale. Volevamo cenare, ma sembra che i ristoranti da quelle parti chiudano alle 22:00. Non scherzo. Ci facciamo una birra, e per il resto a digiuno. Una giornata iniziata alle 8:45 e finita a mezza notte. Con nello stomaco solo due pezzi di carne surgelata presi verso le 13:00 alla "Vecchia Bologna" per 70€. Cominciamo bene.

LA CONVENTION

Dopo una sana dormita (più o meno) scendiamo belli carichi per fare colazione. Ci riuniamo con Emanuele, e decidiamo di regalare ben 19 (Dicianove!) euro per la colazione a buffet.



Ci riempiamo lo stomaco di uova, speck, bacon, salsiccia, formaggi, 2 cappuccini a testa, actimel, spremuta d'arancia e quando ci alziamo, siamo pronti a ...no, non a vomitare, alla convention! (ricordate? non avevamo cenato!) Prima però aspettiamo i due amici danesi di Emanuele, mentre Anna Silvia (proprio lei, altra compagna di avventure) ci dice via messanger che è in fila e ci sono 100 persone. Usciamo dall'albergo, svoltiamo la via e siamo già nella location giusta.



E con i nostri (costosi) pass, sorvoliamo la fila, entrando quasi un ora prima degli altri. Ci danno una sacca, dei braccialetti, 2 pass con il faccione di Bruce Campbell, il foglio del programma, un biglietto per un autografo gratis a scelta, e siamo pronti per cominciare. 



All'entrata, subito a sinistra, c'erano Franco Nero e Dario Argento
Emanuele si precipita da Dario per farsi fare 2 autografi, uno per lui, l'altro per un suo amico. Io chiacchiero un pò con lui, e gli racconto di come mi è piaciuta la sua autobiografia "Paura" (bello davvero!). A fianco, c'era Danny Glover, e pertanto mi fiondo per un autografo. Difficile scegliere tra una foto di Arma Letale e una di Predator 2, ma alla fine Roger vince. Gli chiedo se lo hanno contattato almeno per un cameo nel nuovo Predator di Shane Black, ma la risposta è negativa, anzi mi scrive "sono troppo vecchio per queste stronzate" nell'autografo.
Andando avanti per i tavoli vado dritto sparato su Danielle Harris, praticamente la scream queen della mia generazione, e oltre a qualche autografo, gli regalo un piccolo albo fotografico con la locandina e qualche screen del mio ultimo corto "Halloween - Behind the mask". Compresa la foto di chiusura del corto con parte del cast, quindi se qualcuno di voi legge, yes, siete stati nelle mani di Danielle Harris. Prego.



Commenta tra l'altro che la maschera di Michael è molto valida, e gli rivelo che è una di quelle economiche della Trick or treat studios, la stessa dove si fornisce lei.
Però non si poteva girovagare più di tanto, c'era un orario preciso per i nostri Pass con Campbell, ed erano prima dei normali photoshots, quindi andiamo a metterci in fila. Una fila che scorreva velocissima. E poi eccolo là. Bruce Campbell è davanti a noi. Prima di riuscire a connettere veramente, foto velocissima e via verso l'uscita del tendone. Pamela scoppia in lacrime, era anche previsto.



E le nostre foto sono bellissime, praticamente da incorniciare.
Optiamo di cazzeggiare con le star ai tavoli, che iniziano ad avere file lunghissime, questo almeno fino all'apertura del tavolo di Campbell per gli autografi. C'erano Ray Santiago e Dana DeLorenzo, direttamente dalla serie tv  di Ash Vs The Evil Dead, ma le loro file erano chilometriche, così' decido di togliermi subito la tentazione dell'autografo gratis, e di usarlo sulla guest più costosa: Neve Campbell. Cosa posso dire di lei - a parte che era protetta più della main guest, cioè Bruce, era l'unica che ad ogni spostamento dai tavoli girava con due bodyguard, uno davanti e uno dietro. Devo ammettere che si è dimagrita dall'ultimo film della saga (dove la trovavo un pò imbolsita), ed è tornata splendida, ma sul serio - sembrava proprio una scena di Scream 2, quando la polizia gli assegna le due guardie del corpo... 


Durante l'autografo sembrava a metà tra il nervoso e il serio, ma nonostante tutto riesco a chiedergli qual'è il suo capitolo preferito (cioè il primo, ovviamente), e sopratutto trovo il coraggio per chiedere un videosaluto al nostro amico Marco Stab Veronese dei BHC.



Ci stacchiamo, e visto che Ray e Dana sono ancora impegnati, ci buttiamo sulle altre star di Evil Dead, quelle meno cagate dal pubblico, ovvero Betsy Baker e Theresa Tilly. Anche a loro le sottoponiamo ad un nostro album dove sfogliano le nostre foto in cosplay, più qualche frame del nostro vecchio corto (che tra l'altro nel 2012 avevano anche condiviso su facebook, anche se non si ricordavano). Mentre Pam si fa autografare la vecchia vhs, rivela: "Ho visto questo film a 5 anni"."Ci dispiace, noi avevamo dato gli avvertimenti...ora sei danneggiata. Lo dicevamo ai genitori" E io "E il divertimento dov'è?" Scoppiando tutti e 4 a ridere. Da segnalare che le due Ladies sono state le più carine di tutti verso di me. Si ricordavano il mio nome anche successivamente durante le sessioni di foto.


Tra le altre guest alle quali abbiamo rotto le scatole, Julie Benz la Rita di Dexter, alla quale gli facciamo visionare la video reazione che ho girato per Pamela quando gli ho mostrato il finale della quarta stagione. Incredibile l'espressione della Benz. Gentile e umana. Un pò come Laurie Holden, la poliziotta Cybil del primo Silent Hill, ma anche Andrea nelle prime 3 stagioni di The Walking Dead.


Poi c'erano Tyler Labine e Jesse Moss, direttamente da Tucker & Dale vs Evil, che nel frattempo è diventato un piccolo cult. Mi sono fatto un selfie a pagamento solo con Labine, più per mancanza di tempo in verità. 




Mentre un altro selfie me lo sono riservato (per lo stesso motivo) con Cerina Vincent, la tipa di Cabin Fever, che si è dimostrata più carina di come me la immaginavo. Mentre Pam scattava, diceva "ma facciamoci un vero selfie!" E prendendo il mio cellullare scatta una seconda foto. Nel pomeriggio avrei anche incontrato il marito, grazie a Pam che l'ha beccato uscire dal cesso, ovvero Mike Estes, attore, stuntman, ma sopratutto manager di Bruce Campbell.



Altra sorpresina tra gli stand, dove al solito c'erano quelle 10 bancarelle solo per l'esposizione dei vari accessori fatti dai gruppi cosplay. C'erano quelli dell'universo Aliens, quello dei Predator, dei Ghostbuster, più i soliti membri della crew dei Frightguys. Ma tra gli stand c'erano anche (ovviamente) libri, fumetti, riviste, gadget e sopratutto molte action figures. Tutta l'ala nord era dedicata alla filmbourse ovvero una trentina di tavoli per dvd e bluray, ma in generale erano tutte cose che abbiamo già visto e stravisto nelle convention precedenti a Oberhaunsen. Steve Aquilina compreso. Ciò non significa che non abbiamo comprato niente, anzi il motto quest'anno era "poche cose, ma fighe - che nel volo non è incluso il secondo bagaglio".


E non poteva andare meglio. 2 libri eccezionali, gli ultimi 2 numeri di Fangoria, e qualche film essenziale per la mia collezione. Come i due Waxwork nelle belle mediabook tedesche della nameless con le copertine di Enzo Sciotti, o finalmente un box in bluray dei tre Hatchet in versione unrated ad un prezzo ridicolo, più l'ultimo arrivato, il quarto capitolo in una bella e lussuosa edizione steelbook. Pensavo anche di farle autografare alla Harris, ma ho preferito un altro autografo cartaceo. Meno importanti, ma comunque necessari, i bluray de La fortezza, Morituris (con l'audio italiano), Splinter e Jeepers Creepers 3, che tanto la vedo dura l'uscita italiana.
Una bella sorpresa vedere anche il regista Robert Hall tra gli stand, che appunto vendeva i suoi film, ovvero Laid to rest, Chromeskull e Fear Clinic, di cui per i primi due, avevo dedicato la mia ultima videorecensione. ovviamente la foto è obbligatoria. E detto fra noi, alloggiava pure nel mio stesso albergo, visto che l'ho beccato spesso nell'atrio principale con i suoi collaboratori. Sembra infatti che stia lavorando ad un album con la sua etichetta discografica oltre a -udite-udite- il terzo capitolo di Chromeskull!


Decisamente meglio lui che altri tizi presenti alla convention, come un certo Ralf Rithcer, che proprio non ho idea di chi accidenti sia.
Più interessanti invece - ma che non abbiamo comunque avuto molto tempo per chiacchierarci, Kenneth Graham, ovvero il dottor Channerd di Hellraiser 2 e Lochlyn Munro, di Scary Movie e Freddy Vs Jason. Quest'ultimo molto simpatico, gli ho anche fatto una domanda al panel in proposito alla sua particina sul nuovo film di Predator. Ma io so esattamente cosa volete sapere voi. Non vi importa niente di tutto questo. Voi vi chiedete solo come sia Campbell. Ebbene, l'esperienza non è stata proprio come me l'aspettavo. Oppure si, con la differenza che viverla dal vivo è molto peggio.

BRUCE CAMPBELL

Ammettiamolo, tutti gli vogliamo bene. Molti di noi sono cresciuti con Evil Dead, e anche chi l'ha scoperto più tardi ha comunque avuto modo di apprezzarlo nei vari Xena / Hercules che sia. Oggi, dopo Bubba Ho-tep, My Name is Bruce, è arrivato il suo terzo libro e stiamo per finire la terza stagione di Ash vs the Evil Dead. E per carità, l'emozione di essere stato davanti a lui è stata incredibile e ancora non ci credo. Eppure. Si, arriva un "eppure". Eppure non è stato bello come credevo. Da una parte mi ha deluso. Forse sarà stato il momento, il luogo, ma Bruce Campbell in ben due giorni di fila, mi è sembrato molto più rozzo, cattivo ed egocentrico di come l'avevo visto per anni nei vari video su youtube. Pensavo fosse un personaggio, uno show che tira fuori quando è sul palco, e invece no: è così anche in quei 3 fottuti secondi dove è in compagnia di un fan che ha sborsato una vagonata di soldi e si è fatto chissà quanti chilometri. Questo se siete maschi. Perchè ovviamente se siete muniti di vagina, il discorso cambia leggermente. Nella foto fatta il primo giorno, che è venuta molto bene, per carità, non mi sono goduto un granchè il momento, anche perchè hai veramente un secondo per fare la foto, gli ho stretto la mano, mi ha indicato dove posizionarmi, e poi sembra che non sapesse lui cosa fare. il risultato è stato questo:



Tutto in una manciata di secondi, rovinati per altro dalla tizia che mi ha tolgo il pass al collo per segnare il pezzettino del photoshot fatto, e si stava dimenticando di ridarmelo, dicendolo (in tedesco) durante la sessione fotografica. Pensate se giravo la faccia verso la tizia col mio pass proprio in quel momento. C'è da sottolineare che è possibile fare solo una foto, quindi come viene te la tieni. Alla sessione autografi, scelgo una foto dal tavolo, e vado in coppia con Pam, anche per fargli da traduttore. Gli doniamo un gadget che ci ha dato Emanuele, che appoggia sul tavolo, e l'album di foto che avevamo già fatto vedere alle Ladies. Lo butta sotto al tavolo senza neanche guardarlo. Questo Pamela lo rimuoverà dalla sua memoria felice, ma per me significa zero rispetto per un fan. Alla faccia di un Robert Englund, di una Daniele Harris. Capisco la fila, capisco tutto, ma un atteggiamento così non dovrebbe essere permesso. Episodi simili anche nel secondo giorno, dove nel photoshots Pamela mi ha detto che l'ha "posata" lui nella foto di gruppo con Santiago e la DeLorenzo,  muovendola come un action figure senza grazia quando vedeva che non capiva cosa diceva. Vuoi darti una calmata? Nella mia foto invece lasciamo perdere, visto che parlavano tutti e tre dei cazzi loro su cosa dovevano dire al panel più tardi. E il rispetto? L'educazione? Mi hanno raccontato inoltre che nella sessione autografi del primo giorno, molti hanno fatto la fila inutilmente, poichè ad una certa si è alzato ed è andato via, dicendo a tutti di lasciare le foto con un post per il nome, che le avrebbe firmate dopo (o qualcun altro per lui dietro le quinte).


Per quanto riguarda me, il mio secondo autografo me lo sono fatto fare sulla cover del bluray di Evil Dead 2. Quello che ha fatto è dire ad alta voce "La Casaaa" in italiano, capendo quindi da dove vengo, e fare qualche suono tipo "boom" mentre disegnava dei raggi intorno al fucile sulla cover del bd. Sempre meglio del giorno prima, dove ci ha risposto "grazie, fulincuì-fulinculà". Al domanda e risposta poi, lo sappiamo tutti. Nella prima parte parla lui, con un episodio inventato (questo giro sulla Merkel, visto che era in Germania), per poi fiondarsi sulle domande dei fan, cercando sempre di rispondere il più arrogantemente possibile, sempre con le stesse frasi ("Am i your little monkey?" su tutte). Il secondo giorno però, dove c'era un panel con tutti gli attori di Evil Dead, ha deciso di fare lui le domande agli altri attori, senza lasciare spazio ai fan. Quindi non voglio sembrare irriconoscente, anzi, però con i soldi spesi (che erano parecchi), non credo che avrò un buon ricordo di Bruce Campbell. Ci sono persone che si accontentano, altre che invece lo divinizzano,  ma semplicemente mi è sembrata una persona parecchio sgarbata e irriconoscente. Il che si sposa benissimo con il tipo di personaggio che interpreta, e che tutti hanno imparato ad amare, quindi mi ripeto, magari sono io che all'ultimo mi aspettavo qualcos'altro, mi aspettavo di vedere separato il personaggio dall'attore, e invece no, come dicevo nello special che avevo fatto, ormai è impossibile separarli. 


Forse devo solo dare tempo al mio cervello di assimilare bene la botta. Sarà che dopo aver visto lo charme di Robert Englund, di come passa in mezzo secondo da persona squisita a Freddy Krueger e viceversa, pensavo che anche lui fosse così, da attenersi a uomo di spettacolo solo sul palco. E invece no. E continuo ancora a ripetermi - capisco benissimo, la folla, le 1000 persone arrivate là. Ma sei sempre una guest pagata. Se ho visto uomini con più di settant'anni suonati come Englund, ma anche come Carpenter e Christopher Lloyd subire in un giorno gli stessi migliaia di fan e continuare ad essere gentili, forse sono stato abituato male, o forse era un momento sbagliato per lui. 

GLI HORRORNERDS

Meno male che ci sono gli amici. Io non ho idea come divento in certe situazioni. Veramente, mi è capitato di girare qualche corto, e la gente mi dice di nascosto, che mentre cerco di dare le indicazioni sono parecchio cattivo e scorbutico. Diciamo pure stronzo? E diciamolo. Altre volte, invece, come a lavoro o ai tempi della scuola, vorrei esplodere e bestemmiare ma rimango in silenzio come un idiota imbambolato. Qui, nella convention, non so come si manifestava la mia delusione. Ero molto contento per Pamela, che appunto aveva realizzato il suo sogno e non solo, è riuscita anche a fare colpo su Dana DeLorenzo, grazie ad un dettaglio come la t-shirt "fuck the clock", che l'ha premiata con un mucchio di foto gratis al tavolo e un disegno-gadget autografato.


Eppure nonostante tutto, mi sa che in quel momento ho sbottato per Campbell. Devo averne dette di tutti i colori. Perchè nel tempo che mi sono allontanato per farmi una birra, quando sono tornato Emanuele e Pamela mi guardavano con l'aria sospetta, come quando due bambini combinano un guaio e non si guardano in faccia per vedere chi cede per primo. Alla fine viene fuori che mi avevano preso un altro photoshoot per Danielle Harris. Cerco di ripagarli, di offrire da bere, ma niente da fare. Non so cos'altro dire, fate voi le conclusioni. Altri momenti piacevoli quelli passati con Simone e Silvia di HorrorDipedenza, specialmente quando siamo andati a cena fuori il sabato sera, dopo una breve corsa in taxi e una lunga ricerca per un ristorante/pub che non fosse strapieno. Anche lì, una volta trovato un tavolo, abbiamo ordinato da bere, e subito dopo le birre, nei successivi 30 minuti non si è visto più nessuno, finchè non passa la cameriera dicendo che la cucina ormai era chiusa e si era dimenticata di noi. Passo alla faccia cattiva e gli rammento che aspettiamo da mezz'ora, e tutto si conclude con la cucina che riapre solo per noi. A parte questo una serata divertente, a parlare di questo e di quello, come dovrebbe essere.

CONCLUSIONE

Insomma pro e contro per questa convention: Gli organizzatori sono molto precisi, ma c'è da dire che anche se le guest erano 17-18, non bastano solo due giorni per godersi a pieno l'evento. Io ho fatto una dozzina di foto e 4-5 autografi, eppure sono riuscito a vedere solo 2 Q&A, ovvero quelli con Campbell, e solo perchè erano gli ultimi, alla chiusura dell'evento, quando le altre guest cominciavano ad andare via. Credo quindi che sia necessario incastrare meglio gli orari tra photoshot e panel, e magari togliere un pò di spazio per i vari cosplayer, che diciamolo apertamente, non servono a un cazzo. Poi, ovviamente se c'è qualche guest che fa i capricci come Campbell che ad una certa se ne va dal tavolo degli autografi, o fa saltare una foto di gruppo (io non c'ero, ma dai cartelli seminati in giro, è successo anche questo) nessuno ne farà una colpa. Anche qui la novità molto gradita dei selfie, che però dovrebbero costare un pò meno, e la possibilità di filmare ai tavoli, ovviamente chiedendo il permesso (nel mio caso è andata bene). Tra le cose che invece si potrebbero migliorare o che proprio non capisco, direi che è uno schifo pagare 5€ per avere il photoshot in versione digitale via email, così come è una merda che ai tavoli ci siano solo un paio di foto per gli autografi, così da incrementare le vendite di uno stand chilometrico che vende solo fotografie da autografare. Un altra cosa - i fotografi dei photoshot dovrebbero darsi all'ippica. Mettere un cavalletto comprato dai cinesi a 10€ eviterebbe foto mosse o sfocate, e segnare per terra le posizioni delle luci, eviterebbe che qualche poveraccio diventi completamente bianco in faccia. Piccole cose, ma che con quello che si paga, dovrebbero essere la normalità. Cos'altro posso dire, l'evento è stato "ok", ma il brutto è che doveva essere l'esperienza più bella di tutte. Invece le guest erano un pò freddine, Neve Campbell in primis, ma anche Danielle Harris in un certo senso (io credo che sia nuovamente incinta, visto i vestiti larghi che indossava). Poi ovviamente c'erano quelli esplosivi come Dana DeLorenzo che penso sia alimentata a RedBull, e quelli che erano lì solo per contratto, come Labine, Danny Glover. Poi ancora c'erano quelli rozzi e scorbutici come Franco Nero, e appunto, Bruce Campbell. Insomma o abbassano i prezzi, o alzate la qualità. Per quanto riguarda il viaggio di ritorno, nulla da dire, per una volta tutto è andato alla grande. E ci mancherebbe.

11 commenti:

  1. Posso capire la passione che ti lega a qualcosa o la mania del collezionismo, ma secondo me pagare per farsi una foto con qualcuno (che ti si incula solo perchè stai pagando la sua firma su un pezzo di carta) è veramente una cosa fuori dalla grazia di dio.

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    1. Ciao, permettimi di dissentire. Senza voler aprire una discussione, quella di Luca e Pamela (così come la mia) è una passione. Tutto ciò che è passione si paga. Ti piace avere l'ultimo modello di telefonino o di automobile ? Spendi montagne di soldi in sigarette ? Hai una nutritissima collezione di DVD o action figures ? Sono tutte passioni (o manie, chiamale come preferisci) e si pagano, non vedo perchè una passione debba avere meno ragione di essere di un'altra.

      Detto questo, non mi stupisco che in Italia ci siano poche convention. Il tuo pensiero è probabilmente un pensiero comune per cui se noi vogliamo conoscere i nostri attori preferiti, tranne rare eccezioni (vedi Milan Comicon) ci dobbiamo armare di passaporto e pazienza (e soldi) e andare all'estero. Siamo anche in un paese dove se compri un DVD magari ti dicono che sei scemo perchè potevi vederlo (di merda) sul sito streaming XYZ... Sei pazzo a pagare? :D

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  2. Appoggio in pieno quello che dici, ogni passione si paga e questo va bene. La cosa che mi fa strano - soprattutto alla luce del comportamento di alcune "star" - è il far pagare cara una cosa semplice e spontanea come una foto. Per tutti i soldi che i fan ci sprecano sopra, quella foto dovrebbero regalartela se non altro come ringraziamento.

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    1. Per loro è un lavoro. Se becchi un attore per strada, e gli chiedi una foto o un autografo, sta solo a lui se accontentarti o mandarti a quel paese, di sicuro non ti chiede i soldi. Ma una convention è un grosso giro di soldi, e ogni attore ha il suo manager, che appunto lo trascina dalla propria casa, lo porta in un altro continente con 10 ore di aereo e ovviamente chiede un prezzo. In realtà tu stai comprando il tempo dell'attore, che a seconda della notorietà può essere una cifra grande o piccola. Vai a vedere in un comic-con americano quanto costa una foto con il nuovo Superman(Henry Cavill) o con Luke Skywalker (Mark Hammill). Comprendo pienamente chi dice che è una follia, lo pensavo anch'io e lo penso tutt'ora, ma è anche vero che è una cosa per pochi, e che sicuramente non capita tutti i giorni.

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  3. concordo con entrambi, amando il cinema (horror e non) ammetto di essere andato poco a convention e festival, un paio di volte al fantafestival, torino film festival, mostra del cinema di venezia e fisso al pesaro horror fest quando lo facevano (grazie al piffero è la mia cittàXD) e mi piacerebbe andare ad un festival di questo tipo, magari li facessero più spesso in italia, anche se costa andrei ala 100%.

    Detto ciò effettivamente una foto, gli attori potrebbero anche farla gratis, ma ammetto che se mai riuscirò un giorno a vedere dal vivo il mio DIO Robert Englund sarei disposto a ipotecarmi la casa pur di una foto con lui, ancora rosico che non sono potuto andarlo a vedere a milano

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    1. Englund sarà di nuovo a Dortmund a Novembre, insieme a Steven Seagal, Tyler Mane, Peter Weller e chissà chi altro...

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  4. PS sono andato anche al lucca film festival l'anno che c'era il mitico Romero e son felice di averlo visto dal vivo, per un pelo tra l'altro visto che l'anno successivo ci ha lasciati :-(

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    1. perchè non ci siamo incontrati? Noi l'abbiamo pedinato fino al ristorante!

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    2. eh mannaggia quel giorno era un casino :-( io volevo fare la foto con lui ma quei bastardi della sicurezza me lo hanno impedito, accidenti a loro

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  5. Ragazzi le guest si fanno pagare, loro mangiano grazie a noi.

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    1. ed è per questo che dovrebbero essere più umili verso i fan.

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