Oggi è il 1° Aprile, pertanto l'internet nelle prossime 24 ore sarà una vera orgia di news tanto pazzesche quanto irrimediabilmente false. Non ho mai capito cosa c'è di divertente, ma oggi potrete leggere di cose come "I Goonies 2", o "Sam Raimi dirige il sequel de l'armata delle tenebre", "John Carpenter torna dietro la macchina da presa", "Jason Vs Leatherface" e così via. Non è il mio campo. Qui, come sempre si parla di film, pertanto, ecco le visioni dello scorso mese, escluso Batman Contro Superman, l'unico che ho visto al cinema, e che potete leggerne cosa penso QUI.
PARANORMAL ACTIVITY - DIMENSIONE FANTASMA
Seriamente, ho perso il conto dei Paranormal Activity. E sono sicuro anche di aver saltato qualcosa. C'era il primo, che almeno per l'idea, si è meritato tutto il successo che ha avuto. Poi c'è stato il secondo, frettoloso, noioso, bruttino. Poi è arrivato il terzo, dove succedeva qualcosa, e che insieme al primo meritava di esser visto. E infine il quarto, che ho visto con un occhio solo, per via dell'enorme effetto valium che aveva su di me. Credo di aver saltato i due spin off, ovvero Tokyo Night e il Segnato, ma per quanto mi riguarda non credo siano rilevanti per questa "dimensione fantasma" in quanto inizia esattamente con la fine del quarto. Cosa c'è di nuovo? Quasi niente. Vecchia abitazione, nuova famiglia, ovviamente con bambini piccoli, trovano un oggetto misterioso, stavolta una videocamera particolare in grado di vedere cose impossibili da avvistare ad occhio nudo, e c'è il classico fantasmino che se la prende con la bimba di turno. Segue la solita investigazione dei genitori fino al finale, con tanto di esorcismo. Appena più godibile del due e del quarto, ma comunque inferiore al primo e al terzo. Solo per i fan della saga. VOTO: 1,5 /5
venerdì 1 aprile 2016
martedì 29 marzo 2016
|Recensione| Batman Vs Superman (2016)
Allora, ecco una di quelle difficili. Come affrontare un film del genere? Non uno, ma ben due miti d'infanzia messi a confronto in un superblockbuster figlio dell'infame generazione moderna, fatta di colori spenti, minutaggio infinito ed incredibili effetti speciali.
Per prima cosa devo proprio mettere le mani avanti, ed ammettere che sono sempre stato dalla parte di Batman. Dico davvero, fin da quando ho memoria, ho sempre avuto una fissa per l'uomo pipistrello, e non mi mancava veramente niente, dai fumetti ai pupazzetti. Pensate che Il ricordo più lontano che ho è una foto di carnevale di quando andavo all'asilo. Trovarmi è facile.
Comunque, il blockbuster del mese: Batman
E allora? Che fare? Buttarsi giù? Ma assolutamente no! Dopo aver vissuto la tutta la trilogia di Nolan al cinema, (per quella di Burton ero troppo piccolo) col cavolo che mi perdo un altra incarnazione dell'uomo pipistrello. E tantopiù se c'è pure l'azzurrone. Così nel giorno di pasqua mi ci sono fiondato. Com'è?
martedì 1 marzo 2016
|Che accidenti ho visto Ultimamente?| Vatican Tapes, Frankenstein, Cabin Fever, Deadpool, It Follows, L'esorcismo di Molly Hartley, Spring, Some Kind Of Hate, Un Occasione da dio, Tag, Il luogo delle ombre, Justice League Gods and Monsters.
Febbraio 2016 si stacca dal calendario, ed è tempo di aggiornarvi sull'ultima infornata.
Occhio che stavolta son tanti:
THE VATICAN TAPES
Mark Neveldine non proprio uno sconosciuto. è il regista che insieme all'amico Brian Taylor ci ha portato Crank 1 e 2, Gamer e il sequel di Ghost Rider. In coppia, sono famosi per il loro modo "alternativo" di girare con la telecamera, ovvero seguendo l'azione sui pattini, sulle moto e in altri modi più o meno spettacolari per rompersi l'osso del collo. Qui, orfano del suo compagno di giochi, si butta in solitaria alle prese con UN' ALTRA storia di esorcismi. Non brutta, non bella, ma semplicemente la solita solfa. Coppia felice, lei ha un padre leggermente possessivo, così il diavolo ci mette lo zampino, la possiede, viene ricoverata, ma dopo aver combinato un casino nella clinica, viene sbattuta fuori a calci in culo. La soluzione sarà chiamare un oscuro prete direttamente da Roma, che intanto ha seguito tutto il film grazie a filmini vari, come un Batman psicopatico nella sua bat-caverna. Finale non proprio a tarallucci e vino (e di questo ne siamo grati). Per chi non ne ha mai abbastanza con questo sottogenere, può tentare la visione, mentre chi è convinto che di Esorcista ne esiste uno solo, continui pure così. VOTO: 2 /5
Occhio che stavolta son tanti:
THE VATICAN TAPES
Mark Neveldine non proprio uno sconosciuto. è il regista che insieme all'amico Brian Taylor ci ha portato Crank 1 e 2, Gamer e il sequel di Ghost Rider. In coppia, sono famosi per il loro modo "alternativo" di girare con la telecamera, ovvero seguendo l'azione sui pattini, sulle moto e in altri modi più o meno spettacolari per rompersi l'osso del collo. Qui, orfano del suo compagno di giochi, si butta in solitaria alle prese con UN' ALTRA storia di esorcismi. Non brutta, non bella, ma semplicemente la solita solfa. Coppia felice, lei ha un padre leggermente possessivo, così il diavolo ci mette lo zampino, la possiede, viene ricoverata, ma dopo aver combinato un casino nella clinica, viene sbattuta fuori a calci in culo. La soluzione sarà chiamare un oscuro prete direttamente da Roma, che intanto ha seguito tutto il film grazie a filmini vari, come un Batman psicopatico nella sua bat-caverna. Finale non proprio a tarallucci e vino (e di questo ne siamo grati). Per chi non ne ha mai abbastanza con questo sottogenere, può tentare la visione, mentre chi è convinto che di Esorcista ne esiste uno solo, continui pure così. VOTO: 2 /5
lunedì 29 febbraio 2016
|Recensione| The Hateful Eight di Quentin Tarantino
Perchè ho dubitato?
Fin dalle prime notizie sul nuovo film di Quentin Tarantino, ero scettico, anzi più che altro scocciato.
"Una altro western? Ma ha appena fatto Django!" Era il mio pensiero.
Nella sua carriera ha brillato inizialmente con il gangster movie, ma dopo i primi 3
lunedì 1 febbraio 2016
|Che accidenti ho visto ultimamente?| Backcountry, Bone Tomahawk, Creed, Byzantium, Freaks of Nature, Grabbers
E stò Gennaio 2016 l'abbiamo staccato dal calendario. Ormai ci siamo ripresi dalle vacanze natalizie, abbiamo espulso tutti i pandori e panettoni, e siamo pronti per una nuova annata di cinema. Di seguito la prima infornata di quest'anno:
BACKCOUNTRY
Un film preso praticamente a scatola chiusa, attirato solo dalla copertina raffigurante un orso incazzato, dalla struttura della cover, ovvero una steelbook edition, e dal prestigioso logo della Midnight Factory, che finora mi ha reso tanto contento (avete dato un occhio alla trilogia di VHS, si?) Di cosa parla Backcountry? Beh, dalle prime scene ricorda quello che abbiamo visto in un centinaio di film di genere, con una coppia che decide di farsi una bella gita in mezzo ai boschi. Quante volte è andata a finire bene? Qui, lui ha in mente un weekend da sogno, portando la sua bella in un lago incantato -rigorosamente fuori dal percorso di sicurezza del parco naturale- che si ricorderà per tutta la vita. Sicuramente quest'ultima parte risulterà veritiera. Come immaginate dalla locandina, i due finiranno alle prese con un orso bruno, ma attenzione, se decidete di guardare questo film solo per vedere un orso che fa a pezzi le persone, rimarrete delusi. Al centro dell'attenzione c'è la coppia, i loro problemi, le loro emozioni, il loro amore messo a dura prova dagli eventi. Il suddetto orso poi, compare dopo un ora buona, sbirciando in una tenda, e nonostante la tensione sia altissima, al pari della situazione tra la Weaver e lo Xenomorfo di Alien, alla fine è tutto già visto. L'attacco dell'orso c'è, è feroce, è dilaniante, è crudele. Gli effetti speciali di trucco ci sono, pochissimi, si contano su una mano, e sono inquadrati velocemente, ma fanno il loro dovere. E l'orso, è al 100% un vero orso bruno, niente fottuta computer graphic. Anche perchè alla fine ci troviamo ad un prodotto dal budget relativamente basso, due attori protagonisti non professionisti (uno è il cugino del regista), un vero attore più o meno mainstream (Eric Balfour, visto sul remake di Non aprite quella porta e Skyline), una location fatta di boschi e boschetti, e una telecamera sony red five. Più il fottuto orso, che io mai e poi mai mi sognerei di riprendere così da vicino. Il finale è quello che vi immaginate, e nonostante non vi soddisferà in pieno, ci ripenserete nei giorni a seguire. Backcountry è un buon film, e anche se non offre nulla di nuovo, o di speciale, merita comunque una visione. VOTO: 3,5 /5
BACKCOUNTRY
Un film preso praticamente a scatola chiusa, attirato solo dalla copertina raffigurante un orso incazzato, dalla struttura della cover, ovvero una steelbook edition, e dal prestigioso logo della Midnight Factory, che finora mi ha reso tanto contento (avete dato un occhio alla trilogia di VHS, si?) Di cosa parla Backcountry? Beh, dalle prime scene ricorda quello che abbiamo visto in un centinaio di film di genere, con una coppia che decide di farsi una bella gita in mezzo ai boschi. Quante volte è andata a finire bene? Qui, lui ha in mente un weekend da sogno, portando la sua bella in un lago incantato -rigorosamente fuori dal percorso di sicurezza del parco naturale- che si ricorderà per tutta la vita. Sicuramente quest'ultima parte risulterà veritiera. Come immaginate dalla locandina, i due finiranno alle prese con un orso bruno, ma attenzione, se decidete di guardare questo film solo per vedere un orso che fa a pezzi le persone, rimarrete delusi. Al centro dell'attenzione c'è la coppia, i loro problemi, le loro emozioni, il loro amore messo a dura prova dagli eventi. Il suddetto orso poi, compare dopo un ora buona, sbirciando in una tenda, e nonostante la tensione sia altissima, al pari della situazione tra la Weaver e lo Xenomorfo di Alien, alla fine è tutto già visto. L'attacco dell'orso c'è, è feroce, è dilaniante, è crudele. Gli effetti speciali di trucco ci sono, pochissimi, si contano su una mano, e sono inquadrati velocemente, ma fanno il loro dovere. E l'orso, è al 100% un vero orso bruno, niente fottuta computer graphic. Anche perchè alla fine ci troviamo ad un prodotto dal budget relativamente basso, due attori protagonisti non professionisti (uno è il cugino del regista), un vero attore più o meno mainstream (Eric Balfour, visto sul remake di Non aprite quella porta e Skyline), una location fatta di boschi e boschetti, e una telecamera sony red five. Più il fottuto orso, che io mai e poi mai mi sognerei di riprendere così da vicino. Il finale è quello che vi immaginate, e nonostante non vi soddisferà in pieno, ci ripenserete nei giorni a seguire. Backcountry è un buon film, e anche se non offre nulla di nuovo, o di speciale, merita comunque una visione. VOTO: 3,5 /5
mercoledì 6 gennaio 2016
|Che Accidenti Ho Visto Ultimamente?| We Are Still Here, Lumberjack Man, The Taking of Deborah Logan, Sinister 2, Star Wars 7, M:I 5, The Visit, Scout's guide to Zombie Apocalypse
Okay, tecnicamente questa era l'infornata del mese di Dicembre di 2015. A fare da padrone al cinema c'erano due cose: Star Wars e Checco Zalone. Per Star Wars è stato incredibilmente facile: la gente ha prenotato i posti due mesi prima, eppure io, nonostante le sale piene, ho trovato due posti liberi in ultima fila al primo sabato di programmazione. La situazione che si è presentata la settimana dopo, era allucinante. Le macchine parcheggiate in mezzo alle rotatorie pur di vedere Zalone. E ovviamente su internet non si parla d'altro. Quindi, se non trovate posto al cinema, eccovi qualcosa per passare il tempo:
WE ARE STILL HERE
Anne e Paul sono una coppia che ha perso da poco il figlio in un incidente stradale. All'arrivo nella loro nuova casa, cercano di adattarsi come possono per superare la perdita. Quello che non sanno, è che nel paesino gira una leggenda, che ha luogo proprio nella loro villa. We are still Here è un film lento, molto lento. Si prende tutto il suo tempo, e ricorda nella parte iniziale un tantino Amityville Horror. Quello che non ci si aspetta è che nel finale diventa un tripudio di splatter e gore. Comunque fa piacere vedere ancora in giro Barbara Crampton (Anne), l'ex scream queen favorita da Brian Yuzna e Stuart Gordon (presente sia su Re-Animator che From Beyond). E poi volete mettere Larry Fessenden che muore violentemente? VOTO: 3 /5
WE ARE STILL HERE
Anne e Paul sono una coppia che ha perso da poco il figlio in un incidente stradale. All'arrivo nella loro nuova casa, cercano di adattarsi come possono per superare la perdita. Quello che non sanno, è che nel paesino gira una leggenda, che ha luogo proprio nella loro villa. We are still Here è un film lento, molto lento. Si prende tutto il suo tempo, e ricorda nella parte iniziale un tantino Amityville Horror. Quello che non ci si aspetta è che nel finale diventa un tripudio di splatter e gore. Comunque fa piacere vedere ancora in giro Barbara Crampton (Anne), l'ex scream queen favorita da Brian Yuzna e Stuart Gordon (presente sia su Re-Animator che From Beyond). E poi volete mettere Larry Fessenden che muore violentemente? VOTO: 3 /5
venerdì 1 gennaio 2016
Augiri di Buon 2016 e bilanciamento di fine anno.
E anche il 2015 è terminato.
Incredibile quante cose sono successe e quante cose siano cambiate.
Per quanto mi riguarda un anno veramente positivo, non mi posso proprio lamentare.
Per la prima volta ho lavorato tutto l'anno (compreso prima e dopo) nello stesso posto, come una persona normale che produce e ha finalmente un posto nella società, per quanto umile. Con questo si riaggiustano un pò i rapporti con la famiglia, che da scansafatiche / pigrone / essere inutile che eri prima, almeno ora riescono a guardarti in faccia e lasciare un sorriso di comprensione.
Incredibile quante cose sono successe e quante cose siano cambiate.
Per quanto mi riguarda un anno veramente positivo, non mi posso proprio lamentare.
Per la prima volta ho lavorato tutto l'anno (compreso prima e dopo) nello stesso posto, come una persona normale che produce e ha finalmente un posto nella società, per quanto umile. Con questo si riaggiustano un pò i rapporti con la famiglia, che da scansafatiche / pigrone / essere inutile che eri prima, almeno ora riescono a guardarti in faccia e lasciare un sorriso di comprensione.
martedì 1 dicembre 2015
|Che accidenti ho visto ultimamente?| Pixels, As The God Will, A Christmas Horror Story, Run All Night, AntMan, Spy, Cop Car
E anche Novembre è finito. Da oggi manca ufficialmente un mese alla fine dell'anno, e mentre tutti iniziano a sentire lo spirito natalizio, massacrandosi l'un l'altro nel black friday -per fare un esempio- io me ne frego e continuo a scrivere post sui vari filmacci visionati nell'arco del mese.
PIXELS
Uno che proprio non ce la fa più è Adam Sandler. E Pixels è secondo me un monumentale fallimento. Sandler era stato abbastanza intelligente a giocare con il fattore nostalgia degli anni '80 nel sequel di un Weekend da bamboccioni, ma con Pixels ha voluto spremerlo fino al midollo. Peccato che ha lasciato fuori tutto il resto. Si comincia con una gara di videogiochi presentata da Dan Aykroyd, che fa molto The Wizard (Il Piccolo grande mago dei videogames), con i due protagonisti che saranno in rivalità per tutto il film. Poi si passa allo stacco al presente con Kevin James presidente degli Stati Uniti che tranquillamente cazzeggia nel bar con l'amico Adam Sandler. Come se Obama girasse senza scorta in un centro commerciale chiacchierando con il tabaccaio. E poi arrivano gli alieni, che vogliono conquistare il mondo attaccandoci con i personaggi dei videogiochi. Il problema di Pixels è che è un film fondamentalmente stupido. Perchè quando arrivi a chiederti come mai i militari non chiudono le strade sapendo il giorno, l'ora e il posto dove attaccheranno gli alieni, vuol dire che il tuo cervello è acceso, e pertanto il film non sta facendo il suo dovere, ovvero di spegnerlo e coccolarti con una sana cazzata. E il cervello non si spegne perchè non riesci a farti piacere i personaggi, perchè sai dal primissimo momento che Sandler si metterà con la ragazza, sai subito che nessuno muore, e se su Indipendece Day Bill Pullman Presidente sembra un idiota quando pilota un aereo in prima linea contro gli alieni, aspettate di vedere Kevin James che manovra le gru. Non sono nemmeno riusciti a scegliere un paio di canzoni diverse per il climax finale. No, viene messa due volte di fila "We will rock you" dei Queen. E sono pure riusciti a usare malissimo Peter Dinklage. Bravi. VOTO: 1,5 /5
PIXELS
Uno che proprio non ce la fa più è Adam Sandler. E Pixels è secondo me un monumentale fallimento. Sandler era stato abbastanza intelligente a giocare con il fattore nostalgia degli anni '80 nel sequel di un Weekend da bamboccioni, ma con Pixels ha voluto spremerlo fino al midollo. Peccato che ha lasciato fuori tutto il resto. Si comincia con una gara di videogiochi presentata da Dan Aykroyd, che fa molto The Wizard (Il Piccolo grande mago dei videogames), con i due protagonisti che saranno in rivalità per tutto il film. Poi si passa allo stacco al presente con Kevin James presidente degli Stati Uniti che tranquillamente cazzeggia nel bar con l'amico Adam Sandler. Come se Obama girasse senza scorta in un centro commerciale chiacchierando con il tabaccaio. E poi arrivano gli alieni, che vogliono conquistare il mondo attaccandoci con i personaggi dei videogiochi. Il problema di Pixels è che è un film fondamentalmente stupido. Perchè quando arrivi a chiederti come mai i militari non chiudono le strade sapendo il giorno, l'ora e il posto dove attaccheranno gli alieni, vuol dire che il tuo cervello è acceso, e pertanto il film non sta facendo il suo dovere, ovvero di spegnerlo e coccolarti con una sana cazzata. E il cervello non si spegne perchè non riesci a farti piacere i personaggi, perchè sai dal primissimo momento che Sandler si metterà con la ragazza, sai subito che nessuno muore, e se su Indipendece Day Bill Pullman Presidente sembra un idiota quando pilota un aereo in prima linea contro gli alieni, aspettate di vedere Kevin James che manovra le gru. Non sono nemmeno riusciti a scegliere un paio di canzoni diverse per il climax finale. No, viene messa due volte di fila "We will rock you" dei Queen. E sono pure riusciti a usare malissimo Peter Dinklage. Bravi. VOTO: 1,5 /5
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