Che paura quest'ottobre. Seriamente, le scosse di terremoto sono state terribili. Tornare a casa dopo una dura giornata di lavoro e vedere tutta la stanza tremare, con il televisore che oscilla e le action figure che cadono come pere, è un esperienza bruttissima. Ancor peggio la scossa di domenica mattina, che ci ha svegliato brutalmente. Cosa fai in quel caso? Al primo piano è facile, esci e preghi. Ma al quarto piano non fai niente, ti metti sotto l'arco della porta o sotto ad un tavolo e guardi quello che succede. Sono pensieri come questi che mi hanno fatto dire un grosso "Vaffanculo a tutto". Possibile che uno deve lavorare per tutta la vita e poi magari perdere tutto con un soffio? E per motivi come questo abbiamo deciso all'ultimo di partire per Oberhausen, come lo scorso anno. La meta, era di nuovo il Weekend of Hell, la convention che racchiude in 3 giorni una manciata di attori del mondo del cinema horror, più bancarelle, proiezioni e quant'altro.
Inutile dire che nel corso dell'anno ci avevamo pensato, specie dopo certi grossi nomi che avevano sparato. Ma è anche vero che più si avvicinava, più i suddetti ospiti annullavano la partecipazione. Nomi come Tom Savini e Bill Moseley, ma anche Peter Weller, Dave Prowse, Danielle Harris e Dick Warlock. Chi per impegni di lavoro (Savini e Weller) chi perchè non se la sente perchè "troppo vecchi" (Warlock e Prowse) più la Harris che era incinta. L'unico ingiustificato è stato Bill Moseley, che semplicemente ha scritto su facebook e twitter "io non ce vengo". Pazienza, dai, l'avevo conosciuto ad Orvieto nel 2011 e non era proprio una persona gentilissima. Ma il Big era lui. John Carpenter. Lo avevamo incontrato a Torino dopo il suo concerto, ed è stata un emozione vera, pura. E pensare che in questa vita del cazzo tutto si può spegnere in un attimo, per un uragano, un terremoto, un incidente...e quindi abbiamo pensato che non è giusto rinunciare a momenti simili. Specie se non è impossibile. Allora al diavolo tutto.
